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 A CENA CON GUIDO ROSSELLI 
I soci di Pensare Basket presenti si godono una serata con Guido Rosselli, insieme ad un’ottima cena, che non guasta.
Sono pochi i Pensatori di Basket presenti questa sera, molti gli assenti per l’imperversante influenza o per altri impegni fuori Bologna. Purtroppo per loro, per gli assenti, perché Guido Rosselli si rivela un piacevolissimo ospite per dei patiti di basket, quali sono i soci di Pensare Basket.
Da buon toscano, a Guido non manca certo la parola né l’arguzia. E l’intelligenza che mostra in campo la si ritrova anche nel conversare e nel ragionare di basket, e non solo di basket.
In maniera sempre simpatica, Rosselli descrive quelli che secondo lui sono i pregi e i difetti, o i limiti, suoi e dei suoi compagni di squadra, argomentandoli con interessanti precisazioni di carattere tecnico ed umano. E si avverte benissimo, nelle sue parole, che lui è un uomo di squadra, non un solista né un egoista esecutore di schemi.
Della pallacanestro conosce bene gli aspetti tecnici e, soprattutto, lo spirito di un gioco di squadra. Perciò non lo entusiasmano il gioco della NBA, né il prendi e tira senza guardare i compagni o, peggio, pensando solo alle proprie statistiche. A lui piace costruire il gioco e cercare la situazione più favorevole per fare o per far fare canestro: lo dice questa sera, a voce, e lo si vede bene quando è in campo.
I ragionamenti e i suoi giudizi su compagni e su giocatori di altre squadre, con i quali ha giocato insieme o contro, in questa A 2 o in altri campionati, sono sempre pacati e mai calati dall’alto.
Non è più un ragazzino Rosselli, è un uomo ed un giocatore maturo, intelligente e con esperienze di vita e di sport. Con ricordi piacevoli e non, ma sereno e contento di quello che ha fatto e sta facendo (magari con qualche rimpianto per tempi economicamente più grassi per i giocatori di basket professionisti: parlare oggi di dilettantismo per la A2 e per la pallavolo lo considera vergognoso!!)
A conferma della sua socievolezza, racconta di frequentare e sentirsi ancora con ex compagni di squadra, ora avversari, come ad esempio Mancinelli con il quale ha giocato a Torino.
Socievolezza che non contrasta con quello che Guido considera un suo pregio o un difetto, a seconda dei punti di vista: il dirsi direttamente le cose in faccia, cosa si pensa, con chiarezza e sincerità. Con compagni e con allenatori e dirigenti, ed anche con gli avversari.
Ma sempre con correttezza e mai con cattiveria, e men che meno con razzismo: gli sfottò in campo ci possono stare, ma gli insulti razzisti come quelli di Amici a Umeh non sono tollerabili. E non dovrebbero essere tollerati neppure dagli arbitri, che su questo episodio erano stati avvertiti da Ramagli e dallo stesso Rosselli, ma senza essere ascoltati. Vero è che con 32 squadre avere sempre tre arbitri bravi non è facile, in A2.
Rosselli giudica molto positivo ed apprezzabile, e per nulla scontato, l’intervento della Virtus a tutela di Umeh per gli insulti razzisti ricevuti. Anche questo a dimostrazione di una società seria che, non a caso, anche se retrocessa in A2, non cessa di essere ambita da giocatori, allenatori e dirigenti di basket.
Virtus e Fortitudo sono al momento per lui le favorite del girone Est, con l’aggiunta di Verona e Mantova. Biella e Legnano lo sono nel girone Ovest. Ma è ancora presto per fare previsioni, ed è assurdo che ci sia una sola promozione per 32 squadre. Urge una riforma, ritornare ad una A2 più corta e garantire due promozioni e altrettante retrocessioni dalla A.
La crescita dei giovani della Virtus è ovviamente fondamentale per un buon campionato, soprattutto quando si dovranno giocare, nei play off, 3 partite a settimana.
L’innesto di Bruttini è certamente molto positivo per le sue qualità tecniche e caratteriali (è uno che di basket ne sa e ne capisce, e l’inserimento ne viene perciò facilitato) ma il ritorno di Ndoja lo sarebbe ancora di più.
Ramagli livornese, Bruttini senese, Rosselli di Empoli: c’è un bel po’ di Toscana in Virtus. E se la portassero in A?
I presenti questa sera, tutti rigorosamente Virtussini, godrebbero un bel po’: non ce ne vogliano i soci e gli amici Fortitudini. Con loro ne riparleremo alla prossima cena, che sarà biancoblù.
Il Segretario di Pensare Basket, Andrea Sandonati
per visualizzare foto cena vai a
https://www.dropbox.com/sh/8citxdbcgyavvge/AAB5DjKNhHTgK6-XnQObQDjRa?dl=0
 
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