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 A CENA CON ALESSANDRO RAMAGLI 
Dopo la lunga pausa estiva Pensare Basket riprende i suoi incontri con personalità della pallacanestro.
Il primo ospite del nuovo ciclo è Alessandro Ramagli, l’allenatore della Virtus Segafredo, chiamato dal blasonato club bolognese per riconquistare l’entusiasmo e la fiducia dei suoi tanti tifosi, storditi e delusi dalla inaspettata retrocessione.
E Alessandro Ramagli (insieme al Presidente Bucci che lo chiama al telefono anche durante la cena), con il suo approccio tranquillo e determinato, sembra proprio la persona giusta per dare fiducia ad un gruppo e ad una tifoseria che vuole, o vorrebbe, ritornare in tempi ragionevoli almeno in serie A, se non ai trionfi di un passato ormai lontano.
Stimolato da Roberto Martini, che ne ricorda la lunga carriera dagli anni novanta ad oggi, Ramagli si racconta e racconta volentieri le sue esperienze professionali, iniziate a Livorno e proseguite in diverse realtà italiane. Da quando fu chiamato, per lui inaspettatamente, a subentrare come capo allenatore a Stefano Michelini, alla Don Bosco Livorno, ai suoi sei anni a Biella, dal 2000 al 2006: prima come vice di Marco Crespi, poi capo allenatore.
Ricordate, a seguire, le brevi esperienze di Pesaro (un solo anno ma con la conquista della promozione), di Treviso e di Reggio Emilia (queste meno fortunate), senza nascondere i suoi errori, Ramagli si sofferma poi su quella di Teramo dove lui, caratterialmente portato più a dare continuità al suo lavoro di formatore di giocatori e di squadre, piuttosto che a saltare da una società all’altra, confessa che si sarebbe volentieri fermato se la società non si fosse sciolta nell’estate 2012.
Dopo aver allenato Teramo, in serie A, poi in A2 Verona, per tre anni (dal 2012 al 2015), e Siena, Ramagli approda quest’anno alla Virtus interrompendo anticipatamente il triennale che lo legava a Siena.
Il presente per Ramagli è dunque ancora in A2 con la Virtus Segafredo, una squadra formata da un mix di giocatori, di cui alcuni giovani e giovanissimi, e di limitata esperienza, ed altri più “anziani” ed esperti, alcuni già da lui allenati in passato.
Un mix determinato non soltanto da esigenze di budget, ma così voluto proprio per integrare esperienza e giovanile vigore nei diversi ruoli. Un mix che sembra funzionare visto l’approccio al campionato con tre vittorie su tre e l’impegno che si vede in allenamento ed in partita, dove i giocatori si cercano e giocano di squadra, e sono pronti a buttarsi su ogni pallone.
E sempre stimolato da Roberto Martini, Ramagli si sofferma sui singoli atleti evidenziandone brevemente le caratteristiche umane e tecniche, i limiti ed i punti di forza di ciascuno. Sottolineando un dato che li accomuna tutti: l’impegno massimo in allenamento e in partita, a cominciare dal 38enne Andrea Michelori, un esempio per tutti.
Non mancano gli elogi e le parole confortanti sull’impegno e sulla voglia di imparare e migliorarsi dei giovani e giovanissimi Penna, Pajola, Petrovic, Oxilia (ala non play secondo Ramagli), che mostrano una maturità ed una tranquillità ben superiori all’età anagrafica.
Concludendo la sua carrellata sui singoli, Ramagli arriva agli uomini più maturi di età e di esperienza, e da quintetto: Spissu, il play dotato di un gran tiro, anche se non lo ha ancora fatto vedere in partita; Rosselli, una guida sicura in campo e con caratteristiche atletiche e tecniche da poter ricoprire quattro ruoli; Spizzichini, un ottimo giocatore che deve soltanto avere più fiducia in sé stesso e nel suo tiro; Ndoja, altro ottimo giocatore e grandissimo lottatore; Lawson, se avesse anche più cattiveria e mentalità difensiva potrebbe giocare tranquillamente in serie A; Umeh, una sicurezza e punti nelle mani, quelli che ti fanno vincere. E tutti che sanno giocare di squadra, conoscono e capiscono il gioco e sanno trovare il compagno.
Inutile chiedere un pronostico per la promozione in serie A: troppo presto. Soltanto una constatazione sulle squadre sulla carta più forti, per gli organici a disposizione, con una preminenza della Fortitudo dell’amico Boniciolli, l’Armani della A2?
Per finire l’allenatore italiano che gli ha insegnato di più e quello che gli piace di più? : Gianfranco “Cacco” Benvenuti, il maestro cui deve di più; Andrea Trinchieri, il più geniale per come fa giocare le sue squadre (non fa testo l’esperienza infelice in Grecia) e per come riesce a far esprimere al meglio le potenzialità dei suoi giocatori: Melli docet!
Grazie per la bella serata coach Ramagli, auguri di buon campionato!
Il Segretario, Andrea Sandonati
per visualizzare foto cena vai a https://www.dropbox.com/sh/t0zsrb3lzz40e3a/AAAyAXa8lKjLdcSuV1aHcJ2Fa?dl=0
 
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