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 A cena con Christian Pavani, Marco Carraretto e Leonardo Candi 

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Dopo la cena con gli americani della Virtus, a Pensare Basket questa sera si cena con gli italianissimi Marco Carraretto, trevigiano più volte Campione d’Italia con Siena, e con Leonardo Candi, bolognese del vivaio Fortitudo.

Li accompagna Christian Pavani, Direttore Generale della Fortitudo, anche lui bolognese e biancoblù fino al midollo.
E si sente, con Pavani e Candi c’è tutto l’entusiasmo e la passione della fortitudinità, del popolo Fortitudo e della sua Fossa.
Il calore di Pavani, e la passione che si avverte nelle sue parole, e nelle risposte alle tante domande che gli vengono rivolte, vanno ben oltre il suo pur importantissimo ruolo di Direttore Generale. Si sente, almeno così pare a chi scrive, un impegno diverso da quello che è lecito aspettarsi da un serio e competente professionista. In Pavani si aggiunge a questo un fuoco che viene da dentro e da lontano. Un attaccamento ai colori biancoblù che non può certo derivare soltanto dal suo legame professionale con il co-sponsor consorzio Unifica.
Un attaccamento che è ben presente anche nel diciottenne Leonardo Candi, che vorrebbe giocare sempre e solo con la F e che sogna di conquistare con lei l’Eurolega. Che corre con entusiasmo agli impegnativi allenamenti di Boniciolli, riuscendo a conciliarli con i suoi studi all’istituto tecnico con indirizzo linguistico (utilissimo per parlare in inglese con i compagni di squadra!).
Un attaccamento peraltro contagioso anche per il trevigiano Carraretto, che della Fortitudo è il capitano e che riconosce ai tifosi fortitudini un calore ed un sostegno ineguagliabile. Nella sua lunga carriera, in Italia ed in Spagna, non ha mai trovato un sostegno così forte e continuo nel pubblico come in Fortitudo, neppure a Siena, una città ed un tifo non certamente tiepido.
Carraretto, un giocatore che non intende mollare finchè il fisico lo permetterà perché la pallacanestro gli piace, che dice al figlio “vado a giocare”, come se davvero per lui fosse un gioco, non un faticoso lavoro. Un atleta che nella sua già lunga e prestigiosa carriera ha giocato con fior fiore di giocatori e che, tra questi, sceglie come suo quintetto più forte: Mc Intyre, Domercant, Pittis, C. Lavrinovic e Rebraca.
Grande rispetto poi per l’allenatore Boniciolli, che unisce alle doti tecniche il grande pregio di parlare molto e di saper comunicare con i giocatori: una qualità che Carraretto non ha trovato in altri pur famosi e strapagati suoi precedenti allenatori!!!
A proposito di pagamenti, anche Carraretto lamenta ancora crediti nei confronti di Siena, per premi e per diritti d’immagine, nonché nei confronti di Forlì.
E parlando di soldi l’attenzione non può che spostarsi a Christian Pavani, che deve fare i conti con il budget e che vede i play off, meglio se con l’eventuale bella in casa, come il toccasana per equilibrare il bilancio.
Ma oltre ai soldi per Pavani è importante il movimento, portare il basket e la Fortitudo fuori dai Palazzi dello Sport, per farla conoscere. La partita dura soltanto quaranta minuti e bisogna dedicare tanto altro tempo per portare la pallacanestro e la squadra in giro per la città e per la Provincia, nelle TV nazionali e locali, nei supermercati e nelle scuole, nei punti di aggregazione e dove la gente va.
Non si può e non si deve solo aspettare che la gente venga a noi, dobbiamo essere noi a cercarla. Gli abbonati occupano soltanto un terzo del Paladozza, bisogna occuparsi degli altri due terzi da riempire.
Solo così, con una diversa e qualificata visibilità, si può sperare di attirare alla pallacanestro nuove risorse da imprenditori ed interesse nella gente. Di qui l’impegno suo personale e della società per migliorare le trasmissioni delle partite della Fortitudo in diretta e di quelle di commento, attualmente di scarsa qualità e perciò poco seguite.
L’incasso della biglietteria copre soltanto il 35-40% dei costi e le risorse mancanti non possono essere cercate in benefattori o millantatori (di questi ultimi ce ne sono anche troppi in giro).
Un breve accenno, per concludere, alla scelta tecnica di confermare Daniel, ritenuto da Boniciolli più adatto per gli equilibri della squadra, rispetto al pur bravissimo Radic.
Un sentito ringraziamento agli ospiti della serata.
Andrea Sandonati, Segretario di Pensare Basket;

 

 

 

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