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 BASKET GOVERNANCE: RIFLESSIONI ED ESPERIENZE A CONFRONTO Convegno in ricordo di Piero Parisini 
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Sabato 7 marzo, a Rimini, nell’ambito del Basket Festival 2015, muovendo dal ricordo di un grande ed apprezzato Dirigente Sportivo del passato, Piero Parisini, al quale l’Associazione bolognese Pensare Basket ha voluto dedicare questo Convegno, una qualificata e numerosa platea ha potuto ascoltare le riflessioni e le esperienze di Dirigenti, proprietari ed allenatori del presente.
Dopo l’introduzione ed un ricordo di Piero Parisini del Presidente di Pensare Basket, Mario Francia, sotto l’attenta e simpatica regia di Alberto Bortolotti, si sono alternati ad esaminare il ruolo e l’importanza della figura del Dirigente Sportivo il Presidente FIP Gianni Petrucci, il Presidente LNP Pietro Basciano, i Dirigenti Sportivi Maurizio Gherardini e Alessandro Dalla Salda e l’allenatore Matteo Boniciolli.
Pur partendo da punti di vista ed esperienze diverse, tutti i relatori hanno concordato sull’importanza sostanziale e strategica di questa figura nel basket e nello sport in generale. Non solo nelle società professionistiche e di grandi dimensioni, ma anche in quelle dilettantistiche e di minor caratura. Si tratta comunque ed in ogni caso di gestire situazioni complesse, risorse umane ed economiche, rapporti con istituzioni e con spettatori, reali e potenziali.
Ed hanno altresì concordato sulla necessità di regole chiare, che debbono essere osservate da tutti, con controlli efficaci e senza furbate per aggirarle. Senza cavillose interpretazioni di comodo e fantasiosi adeguamenti per situazioni “particolari”.
Le regole debbono essere chiare e la gestione deve essere affidata a persone capaci e competenti: meglio rinunciare ad un giocatore in più ed investire in Dirigenti affidabili e competenti. Chiarissimo su questo punto il pensiero del Presidente LNP Basciano, che è anche imprenditore e proprietario della Pallacanestro Trapani e che, nella sua complessa attività, è abituato e trova naturale e necessario delegare ed affidare a Dirigenti la realizzazione e la gestione dei programmi stabiliti.
Gli esempi e le esperienze concrete di Dirigenti come Gherardini e Dalla Salda, così come quelle dell’allenatore Matteo Boniciolli, hanno sottolineato e confermato l’importanza della programmazione e la necessità di non fermarsi al risultato di una singola partita: una vittoria o una sconfitta debbono essere valutate in un più ampio ed articolato quadro d’insieme, in un percorso programmato per raggiungere un risultato fissato.
Sembrerebbero concetti ovvi e da tutti condivisibili, ma la realtà italiana è ben diversa: l’improvvisazione ed il vivere alla giornata, l’aggiramento o l’interpretazione ed applicazione delle regole secondo la convenienza del momento sono purtroppo all’ordine del giorno nel basket e nello sport italiano. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: fallimenti ed interruzioni di attività di società sportive a tutti i livelli, professionistici e dilettantistici.
E’ necessaria una svolta, è necessario cambiare questa mentalità ancora così diffusa, che peraltro riflette quella della società e del popolo italiano.
La chiarezza ed il rispetto delle regole forse non sono nel DNA italiano, ma se così è occorre comunque importarle ed imporle per non veder precipitare nel baratro l’intero movimento.
Per fortuna gli esempi virtuosi ci sono. Ci sono società e Dirigenti che hanno compreso ed applicano questi criteri che, però, non possono restare casi isolati, ma debbono coinvolgere tutte le istituzioni e le società dello sport, non solo del basket: le federazioni e le leghe debbono svolgere un ruolo trainante in questo senso ed imporli.
Solo così si può salvare il movimento e trovare le risorse necessarie per sostenere lo sport nel suo ruolo non solo di spettacolo e divertimento, ma anche educativo e sociale.
Le risorse ci sono, come hanno ben argomentato e dimostrato nella ripresa pomeridiana del Convegno docenti e dirigenti come Giorgio Prodi, Maurizio Mazzieri e Giorgio Lugaresi, sapientemente stimolati da Daniele Fornaciari. Le risorse ci sono ma bisogna saperle cercare, gestire e far fruttare: le società sportive non possono essere sempre e soltanto dei produttori di debiti. Debbono saper produrre divertimento, spettacolo ma anche ritorni economici. Solo così si possono attirare e conservare sponsor e spettatori.
E le risorse, pubbliche e private, vanno cercate e trovate anche per adeguare gli impianti, quasi tutti ormai obsoleti ed inadatti a contenere anche altre attività economicamente produttive.
Esemplare in questo senso la testimonianza del Cesena calcio di Lugaresi che ha concluso il Convegno e che, anche grazie a questo Dirigente di uno sport diverso dal basket, ha offerto numerosi stimoli per chi del basket si occupa. Ci auguriamo che le riflessioni, il contributo di idee e di esperienze che i relatori hanno portato in questo Convegno possano aiutare a risollevare le sorti del nostro basket: sarebbe il modo migliore per onorare il ricordo di Piero Parisini, cui l’Associazione Pensare Basket ha voluto dedicare l’evento.

Andrea Sandonati, Segretario di Pensare Basket

 

 

 

 



 

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