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 A CENA CON ALESSANDRO CROVETTI 
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Questa sera il graditissimo ospite di Pensare Basket è il reggianissimo Alessandro Crovetti, probabilmente l’unico reggiano che ieri, all’Unipol Arena di Casalecchio, ha goduto al termine della partita che ha visto la Granarolo Virtus battere la Grissin Bon Reggio Emilia78 a 66. Alessandro Crovetti che, 30 anni di attività nella pallacanestro, è da pochi mesi il General Manager, anzi Consigliere Delegato, della Virtus Bologna.

Un Consigliere Delegato che deve operare in una situazione economica delicata, con risorse misurate, in una società guidata da Renato Villalta e da un Consiglio che, rompendo con il passato, ha messo al primo posto e pretende nella gestione serietà e trasparenza.
Ma al nostro Alessandro non mancano certo né l’esperienza né la professionalità e, ce lo ricorda lui, proprio a Bologna ha avuto un grande “maestro” che spesso e volentieri nomina: l’Avvocato Gigi Porelli. E dell’Avvocato cita i concetti che erano alla base della conduzione della sua Virtus: COERENZA, RISPETTO DELLE REGOLE, ORGANIZZAZIONE, IL SENSO DELLO STARE ASSIEME. Sono concetti che Crovetti ha fatto suoi e che non perde occasione per ripeterli a chi opera e lavora con lui.
E rispetto delle regole significa anche rispetto dei ruoli. E Alessandro Crovetti, che ha la “fortuna/sfortuna” di non aver mai giocato né allenato pallacanestro, ha ben chiaro quale sia il suo ruolo e, anche se in 30 anni di lavoro ed esperienze nel basket avrà sicuramente acquisito anche qualche nozione tecnica, ha ben chiaro dove le sue competenze debbono fermarsi.
Inutile quindi chiedergli pareri e giudizi tecnici sui singoli giocatori della Virtus, e men che meno criticarne le qualità difensive od offensive. Alle punzecchianti domande dei presenti Crovetti risponde perciò soffermandosi soltanto sul contesto nel quale l’allenatore si è trovato operare nella formazione della squadra e sulle motivazioni che hanno guidato Giorgio Valli nelle scelte. Motivazioni non solo di carattere economico, peraltro imprescindibili, ma che hanno riguardato e riguardano anche aspetti tecnici e caratteriali degli atleti.
Il budget della Virtus, che sempre per trasparenza e serietà ha scelto di non fare contratti d’immagine e di depositare in Lega i contratti dei giocatori con l’intero compenso dichiarato, è quest’anno superiore soltanto a quello di Pesaro. Tutte le altre squadre hanno avuto più soldi da spendere e per questa Virtus la salvezza resta ancora il primo obbiettivo, considerando pure i due punti di penalizzazione in classifica.
Confortano comunque i risultati che questi giovani, otto su dieci nuovi arrivati, hanno ottenuto sotto la guida di Giorgio Valli e sotto l’indiscussa leadership di Allan Ray, risultati che, con un pizzico di fortuna in più avrebbero potuto essere anche migliori.
Ma il nostro Alessandro, che ha pur maturato trenta anni di esperienza nel mondo della pallacanestro, nella pallacanestro non ci è nato. Ed i gustosi racconti e ricordi di Crovetti che hanno caratterizzato la serata non si sono limitati al basket (ma che personaggi e che mondo quello del basket napoletano raccontato da Crovetti!!).
E’ stato sufficiente chiedere a Crovetti come e perché è arrivato alla pallacanestro e la prima parte della serata è piacevolmente trascorsa ascoltando Alessandro raccontare la sua storia personale e sportiva: dal tennis giocato a quello raccontato come giornalista; dal giornalismo scritto a quello radiofonico e poi televisivo; dalle esperienze come addetto stampa e responsabile marketing alla dirigenza sportiva.
Il suo approdo nel basket per chiamata di Enrico Prandi nel 1984 all’ufficio marketing della Pallacanestro Reggiana Cantine Riunite, le tante esperienze e gli incontri con tanti personaggi che hanno fatto la storia del basket italiano negli ultimi trenta anni. Su tutti l’Avvocato Gigi Porelli e l’onorevole Gianni De Michelis, che inventarono e fecero nascere l’ULEB, dando alla nostra pallacanestro un respiro europeo, una leadership europea che chi è venuto dopo di loro ci ha fatto perdere! Due giganti che riuscirono ad ottenere per questo sport risorse oggi inimmaginabili. Erano quelli, sicuramente anche per merito loro, gli anni d’oro della pallacanestro italiana: e Crovetti c’era!
Poi i ricordi si spostano sulle esperienze di Crovetti con Napoli, Ferrara, San Severo. Ed ora il presente di nuovo a Bologna, non più per la Lega ma per la Granarolo Virtus di Villalta. L’unico club cittadino di serie A, con il Bologna calcio retrocesso in serie B e la Fortitudo sprofondata in serie B dilettanti.
Una società con un blasone importante, conosciuta ben oltre i confini nazionali, che impegna il nostro Alessandro tutti i giorni a tutte le ore. Un impegno totale per i mille e più disparati problemi da affrontare quotidianamente (persino per l’occupazione di terreni di proprietà Virtus da parte di Rom), ma stimolante e che Crovetti affronta avendo sempre presenti i concetti e gli insegnamenti di Porelli che, ci confida, appende negli uffici e negli spogliatoi per ricordarli ai suoi collaboratori, ai tecnici ed agli atleti.

Andrea Sandonati, Segretario Generale di Pensare Basket
 

 

 

 

 

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